Recensione Vorrei vivere di te – Serie Piacere Russo #2 di Malia Delrai

Trama

«Dimmi un po’» seguitò lui. «Visto che hai tanta voglia di chiacchierare con me. Il russo con cui stavi non riusciva a soddisfare le tue voglie, per caso?».
Il tono era arrogante. Se Selene avesse avuto la pistola di lui tra le mani, gli avrebbe sparato per quella frase strafottente con cui le si era rivolto. Lo affrontò, occhi negli occhi, due irose iridi glaciali che la inchiodavano al letto e la incolpavano per qualcosa di cui lei non aveva coscienza. Alex non poteva permettersi di farla sentire sporca.
«Non parlare di lui. Non farlo» lo ammonì.
Selene non si capacita della sua attrazione per Alex. È innamorata di Roman e ne è sicura, ma quell’uomo sconosciuto la travolge con la sua sola presenza. Perché? Tornare in Italia e scontrarsi con lui, il suo nuovo rapitore, la confonde e la getta nel panico. È sola ad affrontare una realtà che non ha chiesto di vivere ed è all’oscuro dei motivi che spingono il suo aguzzino a tenerla rinchiusa in una stanza. Pensava di poter riabbracciare la famiglia, invece Alex l’ha catapultata in un mondo nascosto fatto di desideri e parole non dette. Lui le piace, le fa battere il cuore, a differenza del suo russo che l’ha abbandonata a se stessa e tradita. Eppure non riesce a distinguere i due uomini: nel comportamento di Alex, sicuro di sé e dominante, Selene vede Roman, e non può fare a meno di gridare il suo nome mentre la passione la travolge. I sensi di colpa le bruciano dentro, la paura torna a farsi viva e il coraggio non può bastare per lottare contro quell’uomo misterioso.

  1. Potrei morire di te (Serie Piacere Russo #1)
  2. Vorrei vivere di te (Serie Piacere Russo #2)

Recensione

Vorrei vivere di te - Malia Delrai

Non ero per niente interessata a leggere questo secondo romanzo dato che il primo volume non mi era piaciuto proprio per niente, ma visto che la recensione di Potrei morire di te è stata una delle più cliccate delle ultime settimane, mi sono decisa a continuare la storia di Selene e Mister Ghiaccio cercando di mettere da parte i pregiudizi. Abbiamo lasciato Selene in partenza per l’Italia dopo aver visto il tradimento di Roman con Tatia ma, grazie all’ultimo capitolo scritto dal punto di vista di Roman, scopriamo in realtà che lui ha rifiutato Tatia e ha comprato un anello di fidanzamento per Selene che però oramai è decisa a lasciare la Russia grazie al passaporto fornito dalla sua nemica. Il racconto riprende all’aeroporto; Selene cerca di razionalizzare la situazione scacciando l’immagine di Roman dalla sua testa e concentrandosi sul fatto che in realtà lui non la vuole, per lui è stato solo un gioco, in attesa di unirsi definitivamente con Tatia, ma quando Roman le si presenta improvvisamente di fronte, furioso per la fuga, Selene comincia a pentirsi della decisione presa e gli confessa di averlo visto con Tatia. La reazione di Roman però non è per niente quella che si sarebbe aspettata, non si giustifica, non si arrabbia, semplicemente si mette a ridere. Selene non può che interpretare questa ristata come l’ennesima prova che in realtà lui non sente assolutamente niente per lei e parte per l’Italia senza guardarsi indietro. Una volta a Milano però il destino le tira un altro brutto tiro e viene nuovamente rapita e tenuta legata nuda a letto da un uomo incredibilmente attraente, dai bellissimi occhi azzurri che non si leva mai il passamontagna. Quell’uomo si fa chiamare Alex ed è intenzionato a tenerla al sicuro dalla mafia italiana che la sta cercando. Selene ha subito l’impressione di conoscerlo, ha lo stesso odore di Roman, gli stessi atteggiamenti ma i capelli a spazzola e gli occhi azzurri non corrispondono per niente al suo Mister Ghiaccio dagli splendidi occhi verdi. Chi è Alex? Cosa vuole veramente da lei? E perché si sente così attratta da lui al punto da non controllare il suo corpo che brama il tocco dello sconosciuto?

Piacere russo - Malia delraiI primi capitoli mi avevano fatto sperare che finalmente l’autrice fosse riuscita a dare una svolta ad un libro davvero piatto e banale dall’inizio alla fine e invece le poche riflessioni di Selene  sulle sue scelte, sulla vita che ha lasciato in Italia e sul perché si sia buttata nelle braccia di Roman, si interrompono quasi subito lasciando il posto alla solita narrazione insulsa che ha caratterizzato Potrei morire di te. Io apprezzo sempre gli autori che hanno il coraggio di autopubblicarsi, e anche in questo caso auguro all’autrice di essere notata da qualche casa editrice e di convertire una passione in lavoro, ma purtroppo credo che questi due romanzi vadano poco lontano senza un’attenta revisione che faccia acquistare senso ad una storia totalmente campata in aria. Partiamo dal fatto che non esiste dinamicità all’interno né del primo, né del secondo libro dato che entrambi si svolgono in una stanza e che i protagonisti mettono il becco all’esterno giusto in un paio di scene. Continuiamo poi col dire che sia la mafia russa che quella italiana vengono descritte come un manipolo di ragazzini che giocano a fare i duri, per non parlare del fatto che Selene non si preoccupa minimamente di cosa Roman faccia per vivere: è un assassino? un ladro? un truffatore? trafficante di droga? trafficante di armi? donne?. A tutte queste domande si risponde con una frase che mi ha fatto venire la pelle d’oca: “Aveva ottenuto il suo “per sempre”, con un principe russo, ma, insomma, si trattava di sottigliezze irrilevanti. Selene lo amava. Il resto non contava. I giudizi li avrebbe lasciati ai perbenisti e moralisti che non avevano mai conosciuto l’amore.”. Degno finale di una soap opera di serie D. Ho trovato interessante il coinvolgimento del padre in tutta la faccenda, francamente non me lo aspettavo, ma ovviamente sarebbe stato troppo bello che Selene si fosse fermata un minuto a pensare alla situazione invece che buttarsi nelle braccia di Roman, vanificando anche questo spunto molto interessante. Concludo facendomi una grossa risata sul misero spazio che è stato concesso all’incontro con la madre di Selene e con la totale assenza di un piano per la vita futura che occhio e croce prevede di essere la moglie di un ricco mafioso che la metterà incinta circa venti volte e con il quale le parole “lavoro” e “istruzione” suonano più come delle bestemmie. Pessimo, davvero pessimo. Vi prego ditemi che la serie si conclude qua!

VOTO: 2

SENSUALITA’: 8

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