Recensione Potrei morire di te – Serie Piacere Russo #1 di Malia Delrai

Trama

“L’avrebbe distrutta se avesse voluto farlo ed era pronta ad accettarlo, ma con quale ragione?
«Puoi aver fatto cose atroci, me ne rendo conto» gli confessò «lo sapevo dal primo momento che ti ho visto»
«E?» si interruppe lui con quella parola strozzata.
«E ho deciso che la morale passava in secondo piano, perché al primo posto ci sei stato improvvisamente tu».”

Quando Selene viene venduta a un uomo bellissimo e affascinante, non può credere che sarà lui a iniziarla ai piaceri del sesso, che ancora non conosce. Roman è russo, esponente di una potente mafia del Paese, e non è un uomo come gli altri. Lei l’ha capito al primo sguardo, capace di soggiogarla e schiacciarla con la sua forza. Il fascino potente che emana da lui, la fa fremere e ricercare qualcosa di diverso nella vita; l’abitudine del passato non le appartiene più, non la soddisfa. Ritrovarsi nelle spire di un traffico di prostituzione non la abbatte, Selene si rialza, e per farlo si deve fidare di lui, Roman Aleksandrovic Nevskij, un carnefice che parla la sua lingua perfettamente e i cui occhi verdi la trapassano da parte a parte per sedurla.

  1. Potrei morire di te (Serie Piacere Russo #1)
  2. Vorrei vivere di te (Serie Piacere Russo #2)

Recensione

Sono sempre ben disposta a leggere i romanzi di autrici che hanno avutoPotrei morire di te - Malia Delrai il coraggio di autopubblicarsi e spesso e volentieri ne escono fuori delle novità davvero molto interessanti. In questo caso purtroppo, devo ammettere di essere rimasta un po’ delusa. Dalla trama e dai tanti giudizi positivi su Amazon mi sarei aspettata di più. Vediamo insieme la storia e poi vi dico cosa ne penso. Il romanzo si apre con la protagonista Selene, una giovane studentessa di giurisprudenza, che si ritrova nuda in mezzo ad un branco di uomini che se la mangiano con gli occhi, che non parlano italiano e che contrattano la cifra di acquisto del suo corpo. Selene non sa in che paese è stata portata, non si ricorda come è finita su quel duro parquet a farsi sbavare addosso da delle bestie e soprattutto ha l’orrendo presentimento che non ne uscirà tanto presto. Tutto è cominciato quando si è rivolta all’aguzzino del padre per rimandare il pagamento del debito contratto, ma mai si sarebbe aspettata che la sua verginità le valesse un viaggio senza ritorno verso la Russia per diventare una prostituta. Non sembra esserci via di scampo, a parte quegli occhi verdi che la fissano impassibili. Si chiama Roman e per lui la verginità di Selene vale più di ventimila euro. Nonostante sia un trafficante di donne, il diavolo in persona e senza alcuna giustificazione, Selene si ritrova ad essere incredibilmente attratta da quest’uomo bello come il peccato che sprigiona potenza e sensualità da tutti i pori, sensazione accentuata dal fatto che Roman se la vuole tenere tutta per sé, la sua prostituta personale… poteva andarle decisamente peggio. Arrivati all’enorme villa in cui abita il magnate russo, Selene si trova contro ogni previsione ad essere totalmente a suo agio con il suo carceriere che la accende nel profondo, facendole provare sensazioni sconosciute… ed ecco che il sogno si infrange subito alle prime battute: Tatia, la fidanzata di Roman non sembra per niente contenta di avere Selene sotto lo stesso tetto. In realtà Roman e Tatia sono fidanzati ufficialmente solo perché le loro famiglie gestiscono insieme un impero e non ci può essere altra soluzione se non suggellare l’unione con una matrimonio vero e proprio, anche se Roman non prova nulla per Tatia. E Tatia invece? Non sembra della stessa opinione di Roman…

Malia Delrai - Potrei morire di te

La trama mi aveva intrigata, mi ha ricordato molto La proposta di C.L. Parker, tuttavia a malincuore devo dire che lo spunto per la storia è stato sviluppato malissimo, frettoloso, tirato via e molto superficiale. Manca del tutto la caratterizzazione dei personaggi facendoli sembrare piatti e di scarsa rilevanza. E’ totalmente assente qualsiasi riferimento alla vita dei protagonisti antecedente alla compravendita e all’ambiente familiare in cui sono cresciuti: di Selene si sa solo che è vergine e studia giurisprudenza, di Roman che ha le mani in pasta in tutti i traffici illegali russi e che, insieme a Tatia, fa parte di famiglie potenti e pericolose. E qui si ferma la descrizione dei protagonisti. Non conosciamo il motivo per cui il padre di Selene ha contratto il debito, non sappiamo perché sia arrivata a vent’anni ad essere ancora vergine, non sappiamo niente dei suoi amici e dei suoi passatempi al di fuori di quell’enorme villa in Russia. Selene si lascia tranquillamente alle spalle una vita che evidentemente non la soddisfaceva per buttarsi tra le braccia di un uomo che l’ha comprata per usarla e poi buttarla via quando non ne avrà più bisogno. Tutto troppo repentino, troppo tirato via, manca spessore a tutto il racconto. Mi può stare anche bene che l’autrice decida di andare controcorrente e descriva una protagonista che, un po’ ingenuamente, un po’ stanca di tutto ciò che la circonda in Italia, si getta a capofitto in una nuova vita, una nuova identità che le viene servita su un piatto d’argento, ma mi deve essere spiegato tutto il contesto che la porta a fare questo colpo di testa. Non mi bastano un paio di frasi d’amore e qualche scenetta erotica per farmi innamorare e coinvolgere dai personaggi. Tanto più che, visto che è previsto almeno un secondo volume, la Delrai poteva sforzarsi un po’ di più e fare qualche excursus temporale e qualche descrizione più dettagliata che ci avrebbe permesso di capire finalmente quei benedetti personaggi che sembrano agire solo in base a quello che hanno in mezzo alle gambe. Non lo consiglio per niente e consiglio invece all’autrice di ripubblicarlo aggiungendo qualche capitolo sul passato e sulla personalità di Roman, Selene e Tatia.

VOTO: 2

SENSUALITA’: 8

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