Recensione La regola dell’equilibrio – I casi dell’avvocato Guerrieri #4 di Gianrico Carofiglio

Trama

Un eroe restio. Un dubbio morale assoluto.

È una primavera strana, indecisa, come l’umore di Guido Guerrieri. Messo all’angolo da una vicenda personale che lo spinge a riflettere sulla propria esistenza, Guido pare chiudersi in sé stesso. Come interlocutore preferito ha il sacco da boxe che pende dal soffitto del suo soggiorno. A smuovere la situazione arriva un cliente fuori del comune: un giudice nel pieno di una folgorante carriera, suo ex compagno di università, sempre primo negli studi e nei concorsi. Si rivolge a lui perché lo difenda dall’accusa di corruzione, la peggiore che possa ricadere su un magistrato. Quasi suo malgrado, Guerrieri si lascia coinvolgere dal caso e a poco a poco perde lucidità, lacerato dalla tensione fra regole formali e coscienza individuale. In un susseguirsi di accadimenti drammatici e squarci comici, ad aiutarlo saranno l’amico poliziotto, Carmelo Tancredi, e un investigatore privato, un personaggio difficile da decifrare: se non altro perché è donna, è bella, è ambigua, e gira con una mazza da baseball.

«Quando chiudemmo il verbale e l’udienza, lo spiacevole sentore della parola calunnia aleggiava sul procedimento. Tutti sapevamo che in qualche modo sarebbe rimasto lí, e tutti sapevamo che la procura avrebbe dovuto trovare qualcosa di molto solido, se non voleva che quel fascicolo finisse nella discarica delle archiviazioni o dei proscioglimenti».

  1. Testimone inconsapevole (I casi dell’avvocato Guerrieri #1)
  2. Ad occhi chiusi (I casi dell’avvocato Guerrieri #2)
  3. Ragionevoli dubbi (I casi dell’avvocato Guerrieri #3)
  4. La regola dell’equilibrio (I casi dell’avvocato Guerrieri #4)

Recensione

La regola dell'equilibrio di Gianrico Carofiglio

Sarebbe meglio andare per ordine e partire dal primo libro con protagonista l’avvocato Guerrieri per capire la sua evoluzione e conoscerlo un po’ meglio, ma se volete potete partire anche dall’ultimo visto che ogni storia inizia e si conclude completamente all’interno del romanzo.

Era da tanto che aspettavo il ritorno di Carofiglio in un’avventura dell’avvocato Guerrieri e sono rimasta un po’ spiazzata quando mi sono resa conto che il personaggio che ho amato fin dalla prima pagina per la sua forza e la sua passione per il lavoro, in quest’ultimo volume quasi scompare lasciando il posto a una pallida imitazione piena di dubbi, insicurezze e in piena crisi di mezza età. Ora, capisco che tutti si invecchia e che a un certo punto le domande di rito sulla propria vita spuntino fuori, ma ho trovato Guido Guerrieri piuttosto noioso e sull’orlo della depressione. Anche la narrazione in sé non mi ha convinta come i precedenti volumi, l’ho trovata in alcuni tratti poco coinvolgente e “allungata” da digressioni che potevano essere tranquillamente eliminate, come per esempio le pagine dedicate alla lettura della pratica relativa a Larocca che potevano essere sostituite da un riassunto o le lunghissime discussioni tra l’avvocato e il suo assistito. Il bello di Carofiglio è sempre stato farci entrare nel mondo legale, spiegando le varie fasi di un processo in maniera chiara ma molto leggera, cosa che non ho visto in quest’ultimo romanzo pieno zeppo di paragrafi noiosissimi. Mi ha dato più l’idea di un manuale di giurisprudenza che un vero e proprio romanzo ed è un peccato perché il caso Larocca aveva davvero tante potenzialità. Vi spiego in breve la trama che è molto attuale e interessante: Guido Guerrieri, dopo il falso allarme di una leucemia, sta mettendo in discussione molte delle scelte fatte nel corso della sua vita, tra cui il suo lavoro di avvocato che non lo appassiona più come un tempo. L’avvocato barese ha sempre dichiarato di non accettare assistiti che potrebbero aver commesso crimini molto gravi come lo stupro o crimini mafiosi ma, quando viene contattato da un suo vecchio compagno di università e magistrato molto apprezzato nell’ambiente accusato di aver accettato mazzette in cambio di scarcerazioni e assoluzioni, accetta l’incarico senza pensarci due volte. Ad aiutare Guido Guerrieri a far luce sulla vicenda troviamo Annapaola, ex giornalista e cliente di Guido che, da investigatore privato, aiuterà Guido a cercare informazioni per scagionare il magistrato Larocca. Man a mano che la storia prosegue però, l’avvocato si rende conto che la situazione non è chiara come sembrava all’inizio e che Larocca non è l’integerrimo magistrato che pensava, mettendolo nella posizione scomoda di decidere se dare ascolto alla sua coscienza o esercitare la sua professione senza pregiudizi come dovrebbe essere.

Insomma, scritto bene come sempre, mi è piaciuto molto l’arrivo di Annapaola piena di vita che può dare una sferzata di energia a un Guerrieri un po’ sottotono, ma è mancato qualcosa. Non è stato purtroppo al livello dei precedenti.

VOTO: 6

SENSUALITA’: 2

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