Recensione Noi. The Training – The Submissive series #3 di Tara Sue Me

Trama

È cominciato come un desiderio segreto. È diventato una passione travolgente. E adesso prende il volo con la forza irrefrenabile di un sentimento che non conosce limiti, regole, tabù. Spazza via le paure di Abby King, la bibliotecaria che si credeva condannata a un’esistenza senza calore e che ora si ritrova nei panni di curiosa esploratrice degli oscuri territori della sottomissione. Disperde i timori celati nell’animo tormentato di Nathaniel West, signore indiscusso della “stanza dei giochi”, dove tra il piacere e il dolore corre un limite sottile come un segno di frusta. A entrambi, ormai, i weekend non bastano più. Solo insieme al suo uomo Abby potrà spogliarsi delle ultime inibizioni, solo accanto alla sua donna Nathaniel si libererà finalmente delle ombre del passato. Adesso cade ogni maschera, adesso si gioca a carte scoperte.

  1. Lei. Il gioco di Abby.
  2. Lui. The Dominant.
  3. Noi. The Training.
  4. The Enticement
  5. NOVELLA (The Submissive #3.5) The Chalet

Recensione

Noi - Tara Sue Me

Ho comprato questo libro appena uscito e arrivata alla fine mi sono accorta che è veramente pieno di errori di battitura! Se fosse stato un romanzo autopubblicato non avrei avuto niente da ridire, ma visto che è supportato da una grande casa editrice come la Mondadori, ne sono rimasta francamente stupita. Ricontrollando oggi su Amazon ho visto che non è più disponibile per l’acquisto e mi sono domandata se le due cose fossero collegate. Lascio quindi da parte questi errori perché magari sono stata sfortunata io che l’ho comprato appena uscito e fatemi sapere se a voi è andata meglio. Ripartiamo quindi da dove abbiamo lasciato Nathaniel e Abby: il dominatore Nathaniel e la sottomessa Abby sono alle prese con l’inizio della loro storia, ma decidono per il momento di accantonare la parte gioco per imparare a conoscersi come una vera coppia. Qualche tempo dopo, sentendo la mancanza della trasgressione, entrambi decidono di ricominciare a frequentare la Stanza dei Giochi cercando di trovare il loro equilibrio tra gioco di sottomissione e relazione vera e propria. Pianificano quindi di mantenere il fine settimana come periodo di gioco in cui Abby indosserà il collare di Nathaniel e cercheranno di instaurare le dinamiche di sottomessa-dominatore come avevano fatto nei libri precedenti, mentre il resto della settimana si comporteranno come una coppia tradizionale. Inizialmente però i dubbi sono tanti, Abby ha paura di deludere Nathaniel facendogli capire che non gli basta quello hanno e Nathaniel invece ha paura di non saper gestire la sua prima vera storia seria facendo scappare Abby un’altra volta. Piano piano, e con il supporto di amici e conoscenti di Nathaniel, cominceranno entrambi a capire qual’è il loro equilibrio, fino a dove possono spingersi e che l’importante è stare insieme, il resto poi si supera parlando e confrontandosi. Allora, oramai di romanzi basati sul BDSM ne abbiamo letti in quantità e che ci piacciano o meno le pratiche, non le troviamo più così fuori dal normale, ma devo dire la verità, questo libro in più di un’occasione mi ha fatto ribollire il sangue dallo sdegno. Io non riesco ad accettare che una persNoi. The Training - Tara Sue Meona si ritrovi a strisciare di fronte al proprio compagno, a dormire per terra, ai piedi del letto come un cane o che faccia da serva in casa propria. Lo trovo degradante e il fatto che invece venga accettato tutto (baciare i piedi al dominatore, camminare un passo indietro ecc…) mi fa scadere un po’ il libro. Sicuramente sono io che non riesco a capire tutte le regole di questo gioco di dominazione, ma mi ritrovo a pensare che per quanto sia bello fidarsi e lasciarsi andare totalmente alla mercé dell’altra persona, non è sufficiente a giustificare dei comportamenti che per me sono di prevaricazione bella e buona. Detto questo, l’aspetto che mi è mancato più di tutti in questo romanzo è la spontaneità. Dall’inizio alla fine non c’è un solo momento in cui Nathaniel e Abby fanno una pazzia o si lasciano andare completamente, è tutto troppo calcolato e schematico. Insomma, sicuramente è scritto bene (a parte gli errori di battitura che vi dicevo prima) e sicuramente c’è stato un miglioramento rispetto al primo libro che non mi aveva convinta più di tanto, ma dal mio punto di vista manca comunque qualcosa.

VOTO: 6,5

SENSUALITA’: 10

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