Primo capitolo di The Unmarked, secondo libro della Serie The Legion di Kami Garcia

Il secondo libro della serie The Legion di Kami Garcia per ora è uscito solo il lingua originale. Io l’ho sto leggendo adesso e ho voluto condividere con voi il primo capitolo tradotto da me! Buona lettura!

Capitolo 1. Rinchiuso in gabbia

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Sbarre di ferro erano le uniche cose che ci separavano.

Lui sedeva sul pavimento della cella, appoggiato contro il muro, con nient’altro che un paio di jeans. Lanciai un’occhiata alla catena che stringeva i suoi polsi. Con la testa piegata, sembrava esattamente lo stesso.

Ma non lo è.

Lasciai che le mie dita si avvolgessero intorno alle sbarre bagnate. Più volte al giorno, dell’acqua santa pioveva dall’irrigatore sul soffitto. Combattei contro la voglia di aprire la porta e lasciarlo uscire.

“Grazie di essere venuta”. Lui non si mosse, ma io sapevo che non aveva bisogno di vedermi per sentire la mia presenza.

“Non lo farà nessun altro”

“Stanno tutti cercando di capirci qualcosa. Loro non sanno cosa fare a proposito di…” Le parole mi morirono in gola.

“A proposito di me”. Lui si alzo dal pavimento e venne verso di me. Le sbarre ci separavano.

Man a mano che si avvicinava, io contavo le maglie della catena sospesa tra i polsi. Qualsiasi cosa pur di evitare di guardarlo negli occhi. Ma invece di allontanarmi, afferrai più strette le sbarre. Lui si avvicinò e avvolse le mani sopra le mie intorno al metallo. Vicine ma senza toccarle.

“Non farlo!” Urlai.

Un vapore si alzò dalle barre di acciaio freddo, come se l’acqua santa gli avesse scottato la pelle sfregiata. Le aveva tenute strette troppo a lungo, lasciando b51fb3b917dfc4a1c6f41947fb40a1bc4ruciare i palmi intenzionalmente.

“Non dovresti essere qui” sospirò. “Non è sicuro”.

Lacrime calde rotolarono giù dalle mie guance. Ogni decisione che avevamo tentato fino ad ora era risultata sbagliata: le catene si avvolgevano a spirale intorno ai suoi polsi, le sbarre lo tenevano rinchiuso come un animale.

“Io so che non mi faresti mai del male”

Le parole erano appena uscite impercettibilmente dalle mie labbra quando Jared fece un balzo verso le sbarre. Mi afferrò per la gola e io feci un salto indietro, le sue dita fredde graffiarono la mia pelle e io scivolai fuori portata.

“Ti sbagli su questo, piccola colomba”. La sua voce era differente, crudele e senz’anima.

La risata risuonò ad eco sui muri freddi rimbalzando verso di me. Realizzai ciò che chiunque altro sapeva già da tanto.

Il ragazzo che conoscevo se n’era andato.

Quello rinchiuso nella cella di fronte a me era un mostro.

E io ero quella che l’aveva ucciso.

Qua la recensione di Unbreakbale, il primo capitolo della serie.

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